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Epatite B: screening, presa in carico e linkage to care

Le infezioni virali epatiche rappresentano un importante tema di sanità pubblica, tanto da spingere l’OMS a definire una linea strategica in cui sono stati definiti i target da raggiungere entro il 2030 in termini di trattamento e cura dei pazienti.

L’epatite B è una delle più importanti infezioni ricompresa nella strategia OMS di contrasto alla diffusione delle epatite virali.

In Italia l’HBV è sicuramente una infezione che può essere confinata ad alcune fasce d’età e gruppi di popolazione, per effetto della vaccinazione obbligatoria che, di fatto, ha reso immuni la quasi totalità delle persone al di sotto dei 46 anni d’età. Tuttavia, il numero di soggetti portatori dell’infezione è rilevante: si tratta essenzialmente di soggetti al di sopra dei 46 anni, molti nella fascia over 65, oltre che di soggetti, senza distinzione d’età, di immigrazione recente o di lungo periodo, provenienti da aree ad alta prevalenza, come est Europa, Africa ed Asia. Pertanto l’epatite B è una patologia tutt’altro che di secondaria importanza in termini di diffusione.

In Italia non vi sono molti dati recenti e attualizzati sul reale numero di pazienti con una diagnosi nota di Epatite B, così come disponibili solo stime sul numero di persone inconsapevoli dell’infezione.

Nel corso del 2024, Epac ha condotto una ricerca con l’obiettivo proprio di fornire una stima, aggiornata e realistica, del numero di persone con diagnosi NOTA di epatite B, lavoro pubblicato su Liver International.

Tuttavia, l’indagine non ha indagato a pieno le infezioni cosiddette “sommerse”, ovvero non diagnosticate.

Proprio in riferimento a queste ultime, è ampiamente noto come reservoir dell’infezione siano alcuni gruppi ad elevato rischio, in particolare persone in detenzione e persone che fanno uso di sostanze (TD - principalmente per via iniettiva ed inalatoria).

È pertanto fondamentale riuscire a fare una “Fotografia” dello stato attuale delle azioni messe in campo nelle varie realtà regionali e locali per comprendere il reale stato dell’arte in Italia, individuare attività utili e necessarie per perseguire gli obiettivi dell’OMS e far comprendere tutti i gap che esistono in questi target di popolazione.

Il progetto è stato realizzato grazie al contributo incondizionato di GSK

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