Trentamila immigrati dell'Est portatori del virus dell'epatite B
Le cause: La mancanza di vaccinazioni di massa nella maggioranza di quei Paesi ha favorito lo sviluppo della malattia
Nel Lazio sono ben sessantamila le persone colpite da epatite B (oltre seicentomila in tutta la penisola) un numero di per se stesso allarmante, nonostante la legge sulla vaccinazione preventiva contro questa malattia. In Italia la vaccinazione obbligatoria contro il virus dell'epatite è in vigore dal 1991 grazie ad una legge di cui padre è stato il ministro della sanità di allora Francesco De Lorenzo.
Nonostante questa legislazione tra le prime in Europa ancora oggi quasi 15 persone ogni giorno, nella nostra penisola, perdono la vita a causa appunto del virus dell'epatite. Questo aspetto è stato messo in luce in maniera particolare dal dottor Lorenzo Nosotti dell'Istituto di Medicina delle migrazioni, il quale ha sottolineato come l'epatite di tipo B e la tubercolosi, in particolare quella extra polmonare, rappresentino un grandissimo problema della nostra società. A diffondere l'epatite B sono soprattutto gruppi di immigrati provenienti dall'est europeo e da altre nazioni dove non esiste nessun tipo di protezione vaccinale.
Per difendersi contro le malattie delle migrazioni e della povertà è importante ricordare che proprio oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, inaugurerà la sede dell'istituto di medicina delle migrazioni a Roma confermando l'interesse delle nostre istituzioni nei confronti di questo problema. Ma le malattie infettive e non di cui sono portatori alcuni gruppi sociali non permettono di azzardare cifre e percentuali esatte. Gli immigrati regolari ed irregolari nel nostro paese provengono da tutte le parti del mondo dove non esiste alcun tipo di politica sanitaria e dove condizioni sociali ed economiche e culturali sono assai variegate.
Occorre inoltre tenere presente - ci ha ricordato il dottor Nosotti - che spesso gli immigrati sono in condizioni immunitarie più depresse delle nostre: ecco perché occorre fare attenzione anche a malattie come la tubercolosi che si riaffaccia in maniera assai minacciosa nel nostro paese dove sono segnalati numerosi casi assai resistenti a tutti tipi d'antibiotici. Per malattie come Hiv ed epatite B correre ricordare che la loro diffusione è dovuta in massima parte a contatti di tipo sessuale oppure all'impiego di siringhe infette. Delle buone norme igieniche e sanitarie riescono a fronteggiare i problemi di queste due patologie in maniera assai completa.
Questo dovrebbe essere fra l'altro un invito alla popolazione ad utilizzare in maniera adeguata tutte le tredici vaccinazioni che sono offerte dal servizio sanitario nazionale in forma gratuita o quasi. Al contrario risulta difficile proteggere gli immigrati dall'aumento del diabete dovuto all'uso di una alimentazione di tipo occidentale sconosciuta a molte popolazioni. È importante inoltre far sapere agli immigrati che possono avere una completa assistenza sanitaria presentandosi come «straniero temporaneamente residente». La prestazione non sarà segnalata al ministero dell'Interno.
15/01
Giancarlo Calzolari
























