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Malattie autoimmuni

Stroncato in ospedale dall’epatite B

Al Santa Maria del Prato non si registrava un caso da oltre vent’anni, il decesso è sopravvenuto in due settimane

FELTRE. Epatite acuta di ceppo B ad esito fatale. Un anziano di 86 anni è deceduto in due settimane, al Santa Maria del Prato, per un evento raro che a Feltre non si verificava da più di vent'anni, almeno a memoria dei medici internisti ormai storici. All'esame anamnestico, quando l'anziano paziente è entrato in ospedale in condizioni di grave sofferenza, si è potuti risalire alla probabile fonte di contagio nel contatto con liquidi biologici infetti. La forma è stata rapida, progressiva e ineluttabile tanto che la morte è sopravvenuta in due settimane.

Nonostante l'età avanzata del paziente che poteva far pensare a malattie croniche pregresse rispetto alle quali l'evento fulminante fosse collegato alla terminalità, i medici del dipartimento di medicina per intensità di cura, non ne avrebbero sottovalutato le discrete condizioni di salute generale. Cosa che ha portato alla diagnosi differenziale per escludere patologie importanti a monte e per risalire, mediante markers, altri esami ematochimici e accertamenti strumentali, alla causa del decesso che è stata, attendibilmente, quella di epatite B acuta.

Un uomo di 86 anni è completamente fuori target per quanto riguarda la copertura vaccinale che protegge dall'epatite B (non ancora dall'epatite C). Ma basta anche un solo caso di decesso per interrogarsi sull'opportunità del vaccino, visto che è attivo ed efficace come strumento di prevenzione. E' dal 1991 che la vaccinazione anti-epatite B è diventata obbligatoria e inserita nelle coorti fino a dodici anni di età. Tuttavia, la regione del Veneto è stata l'unica in Italia ad aver sospeso, nel 2008, l’obbligatorietà delle quattro vaccinazioni per l’infanzia attualmente in calendario, poliomelite, difterite, tetano e epatite B, caldeggiate invece da quasi tutti i pediatri.

Nonostante tutto, si dice dagli addetti ai lavori, l'adesione alla vaccinazione da parte di soggetti in età pediatrica, resta elevata. D'ora in poi è disponibile, anche per i maschi preadolescenti di dodici anni, il vaccino anti-Hpv, per proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Per l'epatite C non è ancora stato messo a punto il vaccino, mentre per la A, quasi sempre a evoluzione benigna, il contagio può avvenire da persona a persona, ma soprattutto dal contatto con gli alimenti. Contrariamente alla epatite B e C, la malattia da epatite A non cronicizza e a guarigione avvenuta conferisce un'immunità permanente.

Fonte: corrierealpi.it

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