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Epatite B: incentivi economici per convincere alla vaccinazione

Basta un incentivo finanziario di importo assai modesto per convincere i tossicodipendenti a sottoporsi in massa alla vaccinazione contro l’epatite B: lo rivela uno studio appena pubblicato su Lancet da John Strang del National Addiction Centre del King’s College di Londra e colleghi dell’Imperial College e dello University College.

Lo studio è stato condotto su un campione di 210 tossicodipendenti da eroina che avevano intrapreso la terapia di disintossicazione in 12 centri in Gran Bretagna: a una parte di loro è stato proposto di sottoporsi al ciclo di tre iniezioni di vaccino ricevendo in cambio, a ogni somministrazione, buoni da spendere al supermercato, del valore complessivo di 30 sterline (circa 35 euro). Rispetto a coloro che avevano ricevuto l’invito senza alcun incentivo economico, quelli allettati dai buoni-acquisto hanno aderito completando la vaccinazione entro un mese con una frequenza sorprendentemente superiore.

I ricercatori hanno testato due diversi schemi di pagamento, osservando che l’opzione con buoni di valore crescente (5 sterline al primo appuntamento, 10 al secondo e 15 al terzo) è ancora più efficace rispetto alla ripartizione in tre rate uguali: nel primo caso si è vaccinato un tossicodipendente su due (49%), contro il 45% di quelli che ricevevano l’identico importo per ciascuna vaccinazione, e contro il misero 9% di quelli cui non è stato offerto il denaro. «Non è una sorpresa che gli incentivi economici accrescono la compliance, ma colpisce l’entità di questo incremento» spiega Strang. «Gli utilizzatori di droga per via iniettiva sono ad alto rischio di infezione e trasmissione dell’epatite B. Questo è un vaccino potenzialmente in grado di salvare la vita, e l’aumento della sua somministrazione in questo gruppo presenta importanti benefici per la salute pubblica, oltre che per l’individuo».

The Lancet, Early Online Publication, 9 April 2014

Fonte: doctor33.it

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