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Modena capitale della formazione sulla chirurgia mini invasiva

Tre settimane no stop di formazione sulla chirurgia mini invasiva, in cui specialisti e accademici italiani e stranieri hanno potuto portare le rispettive esperienze.


È quanto avvenuto nell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena dove sono intervenuti 133 chirurghi provenienti da tutto il Paese e 78 docenti: obiettivo, scambiarsi e approfondire conoscenze e professionalità sulle tecniche interventistiche più avanzate. 


La no stop ha riunito i massimi esperti di chirurgia mini invasiva e ultraspecialisti, ginecologi, urologi e chirurghi pediatrici, endoscopisti e anestesisti. Professori non solo italiani, ma anche top level in collegamento streaming da Spagna, Stati Uniti, Inghilterra.


La Scuola di Riferimento Nazionale SIC – Società Italiana di Chirurgia e Centro di formazione dell’ISHAWS (Italian Society of Hernia and Abdominal Wall Surgery) ha respirato aria internazionale a dimostrazione di come la realtà chirurgica modenese si confermi un fiore all’occhiello del panorama chirurgico mondiale. 


La dottoressa Micaela Piccoli

La live surgery rappresenta oggi un potente strumento di formazione e apprendimento. Fare chirurgia insegnando significa produrre un fiume di immagini, di idee, di condivisione di tecniche e procedure, tra operatori esperti in stretto collegamento e costante interazione, con la possibilità di intervenire in diretta, porre quesiti, partecipare al decision-making: un’occasione preziosa, insomma, di ‘fare Scuola’. 

Il volume di interventi eseguiti ha permesso di spaziare da procedure a bassa complessità chirurgica, di fatto i primi con cui un giovane chirurgo si interfaccia nel suo percorso di crescita professionale, a procedure complesse di chirurgia avanzata, sia oncologica sia benigna, che ha toccato pressoché tutti gli ambiti: la chirurgia colo-rettale, di parete, esofago-gastrica, epatobiliopancreatica, bariatrica ed endocrinologica, nonché procedure combinate con i colleghi endoscopisti a testimoniare anche il valore del lavoro multidisciplinare in multi-équipe.


“Nel nostro centro – spiega la dottoressa Micaela Piccoli che è anche direttrice della Scuola di Riferimento Nazionale SIC – si sono succeduti tre corsi di formazione: un 1° livello base e un 2° livello avanzato di chirurgia laparoscopica di base e nuove tecnologie in chirurgia mini-invasiva e un corso avanzato di chirurgia mini-invasiva della parete addominale dell’ISHAWS.


I corsi si sono articolati in lezioni teoriche e discussioni interattive alternati ad interventi di live surgery trasmessi in diretta dalle sale operatorie. 


I corsi hanno l’obiettivo di insegnare ai chirurghi, procedure e tecniche chirurgiche innovative e all’avanguardia. In tre settimane abbiamo visto portare a termine 78 procedure chirurgiche in diretta, 63 con tecnica laparoscopica e 15 con approccio robotico, di cui 24 eseguite da chirurghi esterni ospiti”.


Fonte: epateam.org


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