Hta, innovazione terapeutica e governance del farmaco: il nuovo ruolo del farmacista ospedaliero

L’evoluzione della professione del farmacista ospedaliero, tra innovazione terapeutica, sostenibilità e nuovi modelli di governance sanitaria, è al centro di Access Point, l’Academy Ecm dedicata ai farmacisti ospedalieri.
Si tratta di un percorso formativo a distanza asincrona pensato per offrire strumenti pratici e competenze aggiornata a questa figura professionale.
“Il farmacista ospedaliero è più che mai un attore chiave nei processi decisionali che riguardano l’accesso, la valutazione e l’adozione di nuove tecnologie. Access point si prefigge l’obiettivo di fornire al farmacista ospedaliero gli strumenti per affrontare le sfide della modernità (pdta, joint clinical assessment, procurement, hta, per citarne alcune). In questo contesto, il farmacista ospedaliero è chiamato a dialogare con i clinici, con le direzioni sanitarie e con le istituzioni, assumendo un ruolo che può essere paragonabile a quello di un direttore d’orchestra”, spiega Emanuela Omodeo Salè responsabile scientifica del corso.
Il percorso ha riunito esperti di ambito clinico, regolatorio, economico e organizzativo per approfondire le principali trasformazioni che stanno ridefinendo il tale ruolo all’interno del Servizio sanitario nazionale.
Composto da tre corsi preregistrati, il percorso sarà disponibile online per dodici mesi, dal 25 maggio 2026 al 24 maggio 2027, con otto ore complessive di formazione. Per l’intera durata del percorso i partecipanti avranno a disposizione un servizio di tutoring. Di seguito proponiamo una sintesi dei temi trattati nel corso dei webinar.
Hta e Joint clinical assessment
Ad aprire il ciclo di incontri è Eugenio Di Brino, che approfondisce il tema dell’Health technology assessment (Hta) e del nuovo regolamento europeo sul Joint clinical assessment (Jca). L’intervento evidenzia come il concetto di valore delle tecnologie sanitarie non possa più limitarsi alla sola sostenibilità economica, ma debba integrare dimensioni cliniche, organizzative, sociali ed etiche.
In questo scenario, l’Hta si presenta come uno strumento multidisciplinare fondamentale per governare l’innovazione e supportare decisioni basate su appropriatezza, equità e sostenibilità. Ampio spazio è dedicato all’introduzione del framework Pico e al progressivo allineamento tra valutazioni europee, nazionali e regionali, con il farmacista ospedaliero chiamato a svolgere un ruolo sempre più centrale nei processi decisionali e nella governance delle tecnologie sanitarie.
Focus sulle patologie epatiche
Nel corso del secondo modulo, Stefano Fagiuoli affronta il tema delle epatiti virali, concentrandosi in particolare su epatite C ed epatite Delta. Il relatore sottolinea come l’introduzione degli antivirali diretti abbia radicalmente cambiato la prognosi dell’epatite C, consentendo oggi guarigioni in tempi rapidi e con elevatissima efficacia. Al centro dell’intervento il tema dello screening e del linkage to care, considerati i principali ostacoli al raggiungimento degli obiettivi di eliminazione dell’infezione.
Fagiuoli richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di intercettare i pazienti ancora non diagnosticati e di semplificare i percorsi terapeutici, soprattutto nelle popolazioni fragili. Nella seconda parte dell’intervento il focus si sposta sull’epatite Delta, descritta come una delle forme più aggressive di epatite cronica, per la quale le nuove opzioni terapeutiche stanno aprendo prospettive importanti di controllo della malattia e rallentamento della progressione verso cirrosi ed epatocarcinoma.
Decisioni guidate dai dati
Il tema dell’innovazione applicata ai dati sanitari è invece al centro dell’intervento di Guido Putignano, dedicato all’utilizzo di dati sintetici e coorti virtuali come strumenti di supporto alle decisioni cliniche e organizzative. Il relatore illustra come l’intelligenza artificiale probabilistica possa consentire la costruzione di modelli in grado di simulare popolazioni cliniche realistiche, preservando al tempo stesso la privacy dei pazienti.
Particolare attenzione è dedicata alle applicazioni nell’ambito delle epatiti Hcv e Hdv, dalla stima dei fabbisogni terapeutici fino alla valutazione dei costi evitati grazie all’introduzione di nuovi trattamenti. L’intervento mostra come i dati sintetici possano rappresentare uno strumento sempre più rilevante nella programmazione sanitaria e nella valutazione dell’impatto delle innovazioni terapeutiche.
Stato dell’arte della Pbc
Sul fronte clinico, Matteo Fornai e Anna Lleo De Nalda approfondiscono lo stato dell’arte della colangite biliare primitiva (Pbc), malattia epatica autoimmune cronica caratterizzata da progressiva distruzione dei dotti biliari intraepatici. Gli interventi sottolineano l’importanza della diagnosi precoce, della stratificazione del rischio e della personalizzazione dei percorsi terapeutici. Accanto alla terapia standard con acido ursodesossicolico, si illustrano le prospettive offerte dai nuovi agonisti Ppar, in grado di agire sui meccanismi patogenetici della malattia, migliorare i parametri biochimici e ridurre sintomi particolarmente impattanti come il prurito. Fornai sottolinea inoltre come il futuro della gestione della Pbc si orienti verso approcci sempre più personalizzati, con il supporto di strumenti predittivi e sistemi di intelligenza artificiale per identificare precocemente i pazienti a maggior rischio di progressione.
L’impatto socio-economico della Pbc
Da un’altra prospettiva affronta il tema Paolo Cortesi. Nel corso del suo intervento approfondisce l’impatto socioeconomico della colangite biliare primitiva, con particolare attenzione al peso clinico, sociale ed economico del prurito, uno dei sintomi più invalidanti della malattia. Il relatore evidenzia come la valutazione del carico socioeconomico rappresenti oggi uno strumento fondamentale per orientare le decisioni sanitarie e definire le priorità di investimento, considerando non solo i costi diretti legati a ospedalizzazioni, visite, esami e trattamenti, ma anche i costi indiretti associati alla perdita di produttività dei pazienti e dei caregiver e l’impatto sulla qualità di vita. Attraverso dati epidemiologici e analisi di costo, Cortesi mostra come il prurito moderato-grave nella Pbc determini un incremento significativo dell’utilizzo di risorse sanitarie, della perdita di produttività e dei costi indiretti, con un impatto economico complessivo particolarmente rilevante anche nel contesto italiano.
Approvvigionamento dei farmaci
La governance dell’approvvigionamento farmaceutico è invece al centro degli interventi di Claudio Amoroso e Paola Crosasso, che approfondiscono il ruolo strategico del farmacista ospedaliero nella gestione dei fabbisogni e delle procedure di gara. Amoroso illustra come il farmacista sia oggi coinvolto lungo tutto il processo di approvvigionamento, dalla definizione dei fabbisogni fino al monitoraggio dei consumi e alla verifica dell’esecuzione contrattuale, con l’obiettivo di garantire appropriatezza terapeutica, continuità assistenziale e sostenibilità economica.
Ampio spazio è dedicato agli strumenti di acquisto flessibili previsti dal nuovo quadro normativo, come accordi quadro e sistemi dinamici di acquisizione, particolarmente rilevanti per l’accesso rapido ai farmaci innovativi e alle terapie per malattie rare.
Strumenti di governance
Crosasso, infine, approfondisce gli aspetti più operativi della governance della spesa farmaceutica, evidenziando il valore di strumenti previsionali come Horizon Scanning e modello Pico per anticipare l’impatto delle nuove tecnologie sanitarie.
Attraverso esempi concreti di gestione di terapie ad alto costo e programmi di early access, l’intervento mostra come il farmacista ospedaliero sia sempre più chiamato a integrare competenze cliniche, economiche e organizzative, collaborando con clinici, direzioni sanitarie e comitati etici per garantire decisioni basate sul valore e sull’appropriatezza.
Nel complesso, il percorso formativo restituisce l’immagine di una professione in profonda trasformazione, in cui il farmacista ospedaliero assume un ruolo sempre più centrale non solo nella gestione del farmaco, ma anche nella valutazione delle tecnologie, nella programmazione sanitaria e nella costruzione di modelli assistenziali sostenibili e orientati all’innovazione.
Fonte: aboutpharma.com























