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Record di trapianti, 4 organi in 15 ore

Intervento alle Molinette di Torino: polmoni, fegato e pancreas su un paziente 47enne. Primo caso in Europa

TORINO. Quindici ore in sala operatoria: una prova di resistenza fisica anche per i medici. Quattro organi trapiantati: polmoni, fegato, pancreas. Risultato centrato: il paziente, ancora supportato con la ventilazione meccanica, sta reagendo bene.

È la sintesi dello straordinario intervento compiuto all’ospedale Molinette di Torino: il primo caso in Italia e in Europa, secondo al mondo(Toronto, 2017), di organi trapiantati in sequenza su un paziente di 47 anni colpito da fibrosi cistica, arrivato qualche giorno fa dal Policlinico di Bari e già inserito in lista attiva per un trapianto di polmoni. Poi l’aggravamento, il trasferimento a Torino con un volo di Stato per eseguire un trapianto di polmone in emergenza, e un nuovo tracollo a seguito di una grave disfunzione del fegato.

A quel punto, come sovente accade in Medicina, e previo un consulto da parte del team multidisciplinare del trapianto polmone e fegato delle Molinette, si è tentato il tutto per tutto per trattare in maniera radicale la fibrosi cistica. Lunedì scorso l'uomo è stato iscritto nel Programma Nazionale di Trapianto in Emergenza, poche ore dopo si sono resi disponibili gli organi di un giovane donatore piemontese, nella notte tra lunedì e martedì è iniziata una maratona chirurgica coordinata dal Centro Regionale Trapianti diretto dal professor Antonio Amoroso. Due le équipe in campo, partite da Torino per il prelievo degli organi. In sala operatoria si sono succedute le équipe chirurgiche ed anestesiologiche del Centro Trapianto di Polmone diretto dal professor Mauro Rinaldi e successivamente del Centro Trapianto di Fegato diretto dal professor Renato Romagnoli, successore di Mauro Salizzoni. L’intervento è iniziato con il trapianto dei due polmoni eseguito dal professor Massimo Boffini, coadiuvato dal dottor Paolo Lausi. Successivamente Romagnoli - coadiuvato dal dottor Damiano Patrono e dal dottor Francesco Tandoi - ha eseguito il trapianto di fegato e di pancreas. Romagnoli, peraltro, era reduce da altri due trapianti di fegato effettuati poche ore prima.

Le dimissioni 
Un successo. Il paziente è ricoverato nella Terapia Intensiva Cardiochirurgica per il decorso postoperatorio: la funzione degli organi trapiantati è ripresa regolarmente, non appena possibile verrà dimesso dalla rianimazione. Non ultimo: un intervento risolutivo. «La fibrosi cistica è una malattia genetica - spiega Romagnoli -: in questo caso, i geni degli organi trapiantati sono diversi». In estrema sintesi, significa che la malattia non sarà in grado di attaccare e demolire progressivamente i nuovi organi, come ha fatto con quelli “originali”.

Insomma: un risultato straordinario, e prima ancora un intervento straordinario, che certifica la vocazione su questo fronte della Città della Salute di Torino e il ruolo di leadership del Centro Trapianti di Organi Toracici e del Centro Trapianti di Fegato e Pancreas nel panorama nazionale ed internazionale.

Proprio giovedì, 10 ottobre, il Centro Trapianti di fegato a Torino - primo in Italia e quinto nel mondo per quantità, qualità e sopravvivenza di interventi - ha compiuto 30 anni. Era il 10 ottobre 1990 quando il professor Salizzoni eseguiva il primo trapianto di fegato, durato poi 13 anni, mentre il 10 gennaio 1993 si è concretizzava il primo trapianto pediatrico, esteso poi ai pazienti più piccoli. Dal 1993 ad oggi sono stati trapiantati infatti 183 pazienti pediatrici. Oltre 3 mila trapianti dopo, per la precisione 3.331, il Centro realizza interventi sempre più complessi: grazie alla competenza dei medici e, guai a dimenticarlo, grazie alla generosità dei donatori (sovente con età elevata e con diverse patologie). Anche questa, straordinaria.

Fonte: lastampa.it

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