Prevenzione tra gli spalti: screening gratuito per le epatiti al Velodromo di Palermo
Prosegue e cresce il percorso degli Ambulatori Popolari di Palermo, che scelgono di spostarsi nei luoghi della vita quotidiana per incontrare chi, troppo spesso, resta escluso dalla sanità ordinaria.
Domenica 22 febbraio 2026, in occasione della giornata di campionato che vedrà in campo Athletic Palermo – Gela allo Stadio Velodromo Paolo Borsellino di Palermo (via Renato Guttuso 12), sarà attiva sul lato dell’impianto, nel corso della giornata, una postazione per effettuare gratuitamente lo screening per l’epatite B e C. Un’iniziativa di prevenzione pensata per intercettare il pubblico in un contesto familiare e partecipato, trasformando l’evento sportivo in un’opportunità concreta di attenzione alla salute.
Dallo screening alla presa in carico
L’epatite B e l’epatite C sono infezioni virali, causate rispettivamente dai virus HBV e HCV, che colpiscono il fegato e possono rimanere silenziose per anni, per questo spesso vengono diagnosticate tardi, quando il danno è già avanzato. Se non trattate, possono evolvere in forme croniche, portare a cirrosi epatica o aumentare il rischio di tumore del fegato (epatocarcinoma). A livello mondiale è stimato che centinaia di milioni di persone vivano con infezioni croniche da HBV o HCV, e che queste siano una delle principali cause di malattie epatiche gravi.
È in questo contesto che si inserisce il lavoro portato avanti dagli Ambulatori Popolari di Palermo, insieme all’Unità di Gastroenterologia del Policlinico “Paolo Giaccone”, guidata da Calogero Cammà. Un percorso che ha già consentito di sottoporre a screening circa 700 persone e, nei casi che lo hanno richiesto, di attivare tempestivamente i primi percorsi di presa in carico e trattamento.
In questa tappa il progetto compie un ulteriore passo avanti grazie al coinvolgimento dell’ASP Palermo, che contribuisce a rafforzare una rete costruita sul campo, capace di tenere insieme sanità pubblica, competenze cliniche e medicina di prossimità. In questa rete entra anche lo sport con il coinvolgimento dell’Athletic Palermo, a conferma di come la prevenzione possa e debba intrecciarsi con il tessuto sociale della città. Perché la salute non è solo una questione clinica, ma un fatto collettivo, che passa dai quartieri, dalle piazze, dagli stadi, luoghi in cui si abbassano le barriere e un controllo sanitario può diventare un gesto semplice, accessibile, quasi naturale.
La forza della rete
“È la logica della prossimità, quella che prova a colmare i vuoti lasciati dalla sanità territoriale e che punta sulla collaborazione tra realtà diverse, capaci di parlarsi e di lavorare insieme – evidenziano Costa e Cammà -. Gli screening già effettuati nei scorsi mesi raccontano di un’adesione crescente e di un bisogno reale, spesso sommerso, e i numeri sono destinati ad aumentare, perché l’iniziativa è in divenire”.
“Ringraziamo pertanto i partner coinvolti e tutti i volontari che rendono possibile questo lavoro, permettendoci non solo di intercettare le persone attraverso lo screening, ma anche di accompagnarle nei percorsi di cura all’interno degli ambulatori. Fare rete, in questo contesto, non è uno slogan ma una necessità. È anche una scelta politica e sanitaria precisa: unire università, sanità pubblica, volontariato e comunità locali significa costruire una medicina che non seleziona, non esclude, non aspetta. Una sanità che si sposta, che si adatta, che prova a essere presente dove c’è vita”, concludono.
Fonte: siciliamedica.com























