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La “comunicazione facile” medico-paziente che ha sempre più bisogno di regole e cultura

La comunicazione facile alla quale la rivoluzione digitale ci sta abituando, probabilmente non è così “semplice”, e spesso neanche così “scontata” quando le sue modalità di immediatezza e di velocità vengono calate in contesti delicati come, per esempio, quello del rapporto tra medico e paziente. E in ogni caso, sensibilità degli argomenti trattati e implicazioni non banali come privacy e regole deontologiche, impongono una seria riflessione. Della serie: che sta succedendo e che cosa potrebbe succedere nel futuro più prossimo? 

La tavola rotonda organizzata da Epateam in collaborazione con Sito, venerdì scorso (23 novembre) a Bologna, ha avuto il merito di perimetrare un tema che oggi è ancora poco compreso, poco studiato e soprattutto poco valutato nelle sue implicazioni e nelle sue conseguenze. Il titolo “Whatsapp Medicine, la nuova comunicazione medico-paziente: rischi e opportunità”, certamente dice già molto ma non tutto. E di quanto sia complessa e articolata la materia se ne è avuto un interessante assaggio negli interventi dei relatori, coordinati da Luigi Carletti (giornalista e scrittore, esperto di digital strategy) e da Massimo Rossi (chirurgo del Policlinico Umberto I di Roma).

L’incontro ha avuto il grande merito di mettere a confronto punti di vista che per loro natura non potevano essere che molto diversi. L’avvocato Giovanna Marzo di Auxilia Iuris (società scientifica in materia giuridico-sanitaria) ha focalizzato a più riprese il tema delle regole in un quadro normativo ancora parziale ma che comunque alcuni punti fermi può già vantarli. Il presidente di Epac (onlus dei pazienti trapiantati) Ivan Gardini ha portato l’esperienza di chi dai medici si attende risposte e soprattutto un rapporto il più disponibile possibile. Stefano Fagiuoli, epatologo del Papa Giovanni XXIII di Bergamo e Umberto Cillo, chirurgo del Centro trapianti di fegato di Padova nonché presidente della Sito, hanno ben rappresentato il mondo medico-scientifico nelle sue diverse declinazioni. Infine, la giornalista ed esperta di new media e privacy Eugenia Romanelli ha di fatto svolto il ruolo di osservatrice critica di un mondo in rapido cambiamento.

E su quanto il cambiamento sia veloce e incessante si è soffermato all’inizio Lucio Caccamo, chirurgo trapiantologo dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano nonché coordinatore della faculty di Epateam, autore di una breve relazione introduttiva attraverso la quale ha ben focalizzato l’evoluzione della comunicazione guidata dalla tecnologia in campo medico soffermandosi poi sulla filosofia informativa di Epateam.org, (sito sostenuto attraverso il contributo non condizionante di Kedrion) e realizzato grazie all’apporto di specialisti e pazienti con clip video monotematiche dal concept assolutamente divulgativo.

L’interessante dibattito che si è sviluppato, ha messo in evidenza numerosi aspetti tra i quali uno, in particolare, è parso condiviso da tutti i relatori: la necessità di coinvolgere – magari per un prossimo incontro – l’interlocutore “gestore” della sanità, pubblico o privato che sia, ovvero l’ospedale, l’azienda sanitaria, e più su ancora il referente politico-amministrativo (Regione, ministero ecc. ecc.). È apparso infatti evidente che se si parla di regole, di procedure e perfino di una “carta dei doveri” del medico connessa a una dei “diritti” del paziente, tutto questo non può essere né discusso né tantomeno finalizzato senza il pieno coinvolgimento di chi muove le leve della macchina burocratico-amministrativa.  

Quel che è certo – ha sintetizzato Cillo in chiusura – è che attorno a questo tema serve più consapevolezza e più cultura da parte di tutti, evitando quindi di scambiare la “facilità” del comunicare di oggi per qualcosa che sopravanza e addirittura ignora le norme specifiche del campo medico-sanitario, che ovviamente ha caratteristiche del tutto diverse da altri settori della società, dove la comunicazione digitale ha probabilmente più margini di azione e presenta qualche rischio in meno. Formazione professionale, riflessione sulle regole e loro armonizzazione, costruzione di modelli effettivamente utili ed efficienti: tutto questo oggi sembra rappresentare la scommessa dell’immediato futuro per il modo medico-scientifico nella nuova comunicazione con i pazienti.  
 
(Nella foto, un momento della tavola rotonda svoltasi a Bologna nell’ambito del 42° Congresso SITO).

Guarda il video:
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Fonte: epateam.org

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